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Una casa di 100 mq a 100.000 euro... E' un progetto già visto!

Architetti low cost/Low cost architects

Mi chiedo a cosa porterà questo fenomeno? Di questo passo dove si andrà a finire? Come si è arrivati a svendere una professione già m...

Mi chiedo a cosa porterà questo fenomeno?
Di questo passo dove si andrà a finire?
Come si è arrivati a svendere una professione già maltrattata e considerata quanto una cicca di tabacco?

Se si trattasse di un fatto meramente economico ci troveremo di fronte ad un uso e consumo diffuso di architetti a buon mercato perché indubbiamente , rispetto ad un geometra o ad un ingegnere, i primi hanno in teoria molto più da offrire. Se non altro possono dire di aver trascorso parecchi anni sui banchi di scuola, sovente con esiti incerti, scaldando la sedia. A parità di parcella, o calcolandola per difetto scadendo nell'autoflagellazione, posso immaginare una ipotetica affannosa corsa  verso le competenze del laureato in architettura.
Continua ad avvenire l'esatto contrario. Cresce la diffidenza e la distanza verso argomenti ad oggi ancora ignorati. Mi convinco allora della direzione sbagliata che ha preso la questione.
Non si da una risposta imprenditoriale ad un problema culturale: non è scontando del 80% il tuo sapere che combatti con la concorrenza sleale. Questo fatto degli architetti low cost che impazza sul web in buona sostanza è una dichiarazione di impotenza. Inermi di fronte al sorpasso attuato da parte di tecnici e improvvisati designer, arredatori, consulenti e tuttofare  legittimati dalla normativa in materia,  gli architetti ci sono cascati nella trappola e non vedono via d'uscita. Ecco allora che si inventano pacchetti di progetto con costi per stanza o per numero di viste tridimensionali, ipotetici sopralluoghi virtuali, siti web fumettistici ad incentivare il contatto simpatico con il professionista dietro lo schermo. Questo stare dietro, lontano e silente mi spaventa.
L'architetto deve starti di fronte, diventare intimo e far sentire tutta la sua voce.  
E' chiaro che la natura dell'uomo e di questa maledetta professione crea distanza ed una pattina di antipatia. La figura dell'architetto si carica di  aspetti da cui sovente si sfugge: bisogno di rinnovamento, paura dell'ignoto, necessità di condivisione, desiderio di  sentire il legame con la  propria terra e perché no del timore di guardare dentro se stessi.
Questo rende gli architetti scomodi a tal punto da risultare meno desiderabili del tecnico; abile a risolvere la questione burocratica e a non invadere la sfera personale del committente.
Ma proprio li si sta il suo plusvalore, non si tratta di un argomento da avvilire con tariffe di pochi euro, bensì una qualità da riportare in auge e promozionare quasi fosse la bevanda del  momento.
Bisognerebbe investire tempo e risorse per risollevare le sorti della propria professione e non contribuire ad inaridire un deserto su cui non cade pioggia da anni. I risultati della politica low cost risultano miraggi dell'assetato, miseri i guadagni e ancora più misere le soluzioni propinate. Progetti che non sono progetti dal momento in cui chiunque li potrebbe ottenere attuando una attenta osservazione del buono che ci sta intorno.
Più che architetti low cost servirebbero architetti high quality.

m.t.      


I wonder what will this phenomenon create?
At this rate, where will it end?
How did we come to sell off a profession already abused?
If it were a purely economic we will be faced with a use and consumption of architects cheap because undoubtedly, compared to a surveyor or an engineer, the first in theory have much more to offer. They have spent several years at school, often with uncertain results, warming the chair. 
Continues to be the exact opposite. I am convinced then the wrong direction that has taken the issue.
This is not a response to a cultural problem: it is not discounting the 80% what you know, that you fight the unfair competition. The low cost architects that rages on the web, is basically a declaration of impotence. Defenseless before the overtaking implemented by trained and improvised designers, interior designers, consultants and all-rounder legitimized by law, architects have fallen into the trap and see no way out. Here then are invented packages with project costs per room or per number of three-dimensional views, hypothetical virtual visits, websites comics to encourage the sympathetic contact with the professional behind the screen. This stand behind, distant and silent scares me.
The architect should stay in front of you, become intimate and make you feel all his voice.
The architect takes on aspects which are often unnoticed: in need of renovation, fear of the unknown, the necessity of sharing, the desire to feel the connection with the land and why not fear to look within themselves.
But right there is his surplus-value, it is not an argument that you can debase with rates of a few euro, or a quality to revive and promozionare as if it were the drink of the moment.
They Should invest their time and resources to revive the fortunes of their profession and contribute instead of wither on a desert where no rain for years. The results of the  low cost policy are mirages as the solutions they served up. Projects are not projects as soon as anyone could implementing them with a careful observation of the good around us.
We need of high quality architects more than low cost architects.

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