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Travertino... La storia dell'Architettura

Una bella descrizione di questo marmo dalle caratteristiche uniche arriva dal 1800! « La pietra tiburtina volgarmente detta travertino...


Una bella descrizione di questo marmo dalle caratteristiche uniche arriva dal 1800!
« La pietra tiburtina volgarmente detta travertino è composta di sostanza calcare formata per sedimento e prodotta in qualche parte dalle acque del fiume Aniene e molto più dalle acque Albule le quali liberamente scorrevano per quelle pianure prima che il Cardinale Ippolito d'Este le restringesse nel canale che ora chiamasi la Solfatara. Molte cave di tal pietra sono ne' dintorni di Tivoli e si estendono dalle falde de' monti di quella città fino al fiumicello dell'acqua zolforosa detto comunemente la Solfatara.
Nella cava cui danno il nome delle Caprine sulla direzione di Monticelli il travertino è di color bianco giallognolo più duro e compatto di qualunque altro.
Nella cava chiamata delle Fosse ch'è ne' piani di san Clemente si estrae il travertino più chiaro, più tenero e più bucherato: questa cava fu scelta dal cavalier Lorenzo Bernini per estrarre i travertini impiegati nella construzione del celebre colonnato della piazza Vaticana, ed ivi per comodo degli operaj fu eretta una grande fabbrica che anche a di nostri porta il nome di Casal Bernini. Finalmente fra la tenuta di Martellone ed i monti di Tivoli e precisamente nella contrada chiamata il Varco[1], si vedono ancora le vestigia di altra cava usata dagli antichi romani la quale non è in attività perché produce travertino troppo compatto, e che non può lavorarsi se non con molta fatica e molta spesa. Vitruvio parlando del travertino cosi si esprime: Le pietre tiburtine e quelle che sono della stessa specie resistono a tutto, sì al peso, sì ancora alle ingiurie del tempo, ma non sono sicure dal fuoco, che anzi appena ne sono tocche scoppiano e si scheggiano, poiché il fuoco penetrando pe' vacui nell'interno e scacciatane con la sua attività l'aria vi prende forza e comunica alle parti la stessa sua ardente qualità. 
L'anfiteatro Flavio, il teatro di Marcello e molti altri avanzi delle antiche fabbriche dimostrano che il travertino esposto all'aria non solamente resiste alle ingiurie del tempo, ma anzi diviene più saldo e compatto, e giustificano l'asserzione del dotto architetto.
Generalmente il travertino è poroso, ma talvolta se ne trova qualche pezzo compatto, ed allora prende un sufficiente pulimento. Giorgio Vasari loda molto per la qualità della pietra le due salamandre che in travertino si vedono scolpite sulla facciata della Chiesa di S. Luigi de' Francesi la quale tutta è raro esempio di travertino assai compatto. Sebbene questa specie di pietra abbia tolto il nome dalle abbondanti miniere che sono state e sono tuttora presso Tivoli; ciò non però si trova in altri luoghi, sì come non mancò Vitruvio d'indicare: ed in vero presso Fiano vi sono bellissimi travertini, e di quelli fu ricoperto il magnifico esterno della Basilica Vaticana, e quello di Civitavecchia presso le terme Taurine in alcune parti somiglia al marmo di Carrara. »
(Faustino Corsi, Delle pietre antiche trattato di Faustino Corsi romano, Roma 1845, pagg. 75-76)

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